La penna del coraggio. La vita di Oriana Fallaci
Aggiornamento: 22 lug

Di Daniele Reggio
Il 29 giugno del 1929 nasceva a Firenze Oriana Fallaci, donna di ferro, principessa del giornalismo italiano e figura senza tempo, i cui insegnamenti rimarranno attuali per ogni generazione.Girovaga per passione, giornalista di professione, Oriana Fallaci, sin dalla prima giovinezza, quando si trovò a fronteggiare l’occupazione nazifascista della sua città natale divenendo la partigiana “Emilia”, ha sempre portato alti e fieri gli ideali di Libertà e Civiltà sui quali ha modellato la propria professione, della quale è stata una fiera ambasciatrice.
Formatasi al Mattino dell’Italia Centrale e successivamente all’Europeo, la giovane Oriana intraprese una carriera nel mondo dell’informazione e dell’editoria che definire “unica” è riduttivo.
Delle esperienze che hanno costellato la sua vita professionale s’è perso finanche il numero.
Dai viaggi negli Stati Uniti per raccontare i segreti del mondo di Hollywood e la missione Apollo 11, alle interviste con i grandi protagonisti della Storia, tra cui l’ayatollah Khomeini, che ella apostrofò come “tiranno”, provocandone la stizza e rifiutandosi perfino di indossare il chador, da lei definito “quell’assurdo cencio medievale che ricopre il corpo della donna dalla testa ai piedi impedendole di lavorare e svolgere qualsiasi attività quotidiana”.
Dopo essersi trasferita a New York nel corso degli anni Novanta, in un villino dell’Upper East Side di Manhattan, dedicò gli ultimi scorci della sua vita a denunciare quello che riteneva essere il pericolo di una progressiva islamizzazione dell’Europa, favorita da un’immigrazione di massa e dall’arrendevolezza dell’Occidente. In tale contesto contribuì a diffondere il concetto di “Eurabia”, divenuto uno dei temi centrali delle sue ultime opere e della sua riflessione sul futuro della civiltà europea.
Sebbene sia scomparsa ormai vent’anni fa, Oriana Fallaci ha, secondo molti suoi estimatori, preconizzato il tramonto della nostra civiltà e diversi fenomeni che ancora oggi alimentano il dibattito pubblico.
Averla ancora tra noi, anche solo per qualche minuto, con la sua preziosa penna foriera di buon senso e di verità, sarebbe un dono dal valore inestimabile.




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