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Israele, Gaza e la verità oltre la propaganda

  • Immagine del redattore: Grande Italia
    Grande Italia
  • 28 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

Le ultime truppe israeliane lasciano la Striscia di Gaza il 12 settembre 2005, al termine del piano di disimpegno voluto dal governo di Ariel Sharon.
Le ultime truppe israeliane lasciano la Striscia di Gaza il 12 settembre 2005, al termine del piano di disimpegno voluto dal governo di Ariel Sharon.

Di Daniele Reggio

La narrazione puerile, semplicistica e propagandistica per cui Israele occupa illegalmente i territori della Striscia di Gaza, della Giudea e della Samaria s’infrange dinanzi al muro della Verità storica

Dopo il termine della giurisdizione del Mandato britannico di “Palestina” nel 1948 e la restaurazione di un’entità statale sionista in Medio Oriente avversata da tutti gli Stati islamici e fino alla vittoria israeliana nella guerra dei sei giorni scatenata dall’Egitto di Nasser e dalla Giordania, Gaza era nelle mani di El Cairo e l’erroneamente denominata “Cisgiordania” in quelle della dinastia Hashemita di Amman

Successivamente, fino al ritiro unilaterale deciso dal governo Sharon nel 2005, Israele ha sempre provato a offrire quelle terre ai paesi arabi in cambio del loro riconoscimento della sua legittimità .


Il risultato qual è stato? Un’opposizione su tutta la linea per motivazioni ideologiche, geopolitiche e religiose

Nel 2005, il mondo intero ha assistito allo smantellamento di 21 insediamenti israeliani a Gaza e di 4 di dimensioni molto minori in Giudea e Samaria

Le Forze di Difesa israeliane hanno rincorso e acciuffato uno a uno i “coloni” (che coloni non sono in quanto non si sono impossessati di quei luoghi con le armi e sfruttando la manodopera locale), li hanno trascinati via con la forza e demolito le loro abitazioni . Il tutto per ragioni logistiche e militari . In quel periodo, la Seconda Intifada orchestrata a tavolino dal terrorista Yasser Arafat impazzava come non mai con attentati dinamitardi, autobomba che esplodevano a più non posso in ogni parte d’Israele e liberi cittadini innocenti fatti saltare in aria con la sola “colpa” di professare il credo ebraico


In un momento così delicato, mantenere circa 10.000 ebrei in mezzo a oltre 1,3-1,4 milioni di “palestinesi”, costava vite, risorse e attenzione militare .Il disimpegno da Gaza e dalla West Bank architettato da Israele è stato finalizzato a ridurre l’attrito quotidiano e ridefinire confini difendibili.

In seguito, Israele ha donato agli abitanti arabi dei territori interessati dal ritiro 3000 serre di frutta e fiori per far ripartire l’economia, incentivato il commercio e favorito l’apertura dei valichi di frontiera

Nonostante l’odio antisemita corredato da bombe, mitra, stupri, tunnel e anni di minacce tradottesi in attacchi senza scrupoli, lo Stato d’Israele aveva deciso di porgere l’altra guancia e sostenere la creazione di uno “Stato palestinese” benché tale progetto fosse mancante dei più basilari presupposti storici e giuridici

Di contro, cos’è accaduto? I cittadini di Gaza- chiamati alle urne l’ultima volta nel 2006- hanno dato fiducia ad Hamas i cui fedayyn hanno preso il potere nella Striscia, seminato il terrore, gettato gli oppositori dai tetti dei palazzi e utilizzato donne e bambini come scudi umani per attribuire alle IDF la responsabilità del decesso di decine di migliaia di bambini

Ecco cosa avviene quando si fanno concessioni benevole a bestie che vogliono la tua distruzione a ogni costo!!



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