Grooming gang: la verità che divide il Regno Unito

Di Anastasia Vommaro
Si stima che un numero significativo di bambine e donne, soprattutto ragazze bianche europee, sia stato vittima di abusi sessuali, rapimenti, torture e altri gravi reati perpetrati da parte di grooming gang, bande formate in maggioranza da musulmani di origine pakistana.
Uno scandalo sepolto, rimasto tumulato per oltre trent’anni nonostante le richieste d’aiuto delle vittime.
Ciò che desta maggior riprovevolezza è l’atteggiamento del governo laburista che, negli anni Novanta, intraprese la politica dell’immigrazione massiccia, che “fatalmente” coincise con le scelleratezze commesse contro le giovani; un governo che, come purtroppo quelli che si sono susseguiti, ha preferito trincerarsi dietro la paura dell’accusa di razzismo piuttosto che difendere le vittime.
Decisione mossa dall’avidità di potere (dal timore di perdere consensi elettorali da parte della comunità islamica) e non certamente dalla volontà di garantire il bene comune.
Questo si va ad aggiungere al problema certo della gestione istituzionale e culturale interna.
Un’influenza politica che si è estesa anche nei confronti della polizia e dei servizi socio-assistenziali, i quali hanno attuato azioni di censura sulle questioni etniche e religiose.
Uno scandalo tornato oggi al centro dell’attenzione pubblica grazie all’iniziativa del parlamentare britannico Rupert Lowe, esponente della destra radicale.
Quanto orrore si è celato dietro l’indifferenza, dietro un Occidente che ha obliato sé stesso: delle giovani donne sono state vittime di abusi fisici e psichici (le violenze erano accompagnate da insulti razzisti e religiosi) e l’unica cosa che si è fatta è stata rimanere in silenzio, avallando le correnti razziste che potremmo definire anti-bianchi e anti-infedeli, cercando così di occultare le urla di aiuto delle persone offese.
E, in questo caso, forse sarebbe corretto allargare i confini e affermare che ciò che è avvenuto non rappresenta una minaccia solamente per l’Occidente, ma per il mondo intero: si parla di violazione dei diritti umani e ciò riguarda indistintamente tutti.
E fa riflettere come ad oggi non vi sia alcun polverone mediatico, nessuna manifestazione femminista… in fondo, questo non è razzismo, questa non è violenza perché le vittime erano delle semplici ragazze bianche ed è stata questa la loro più grave colpa.




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