Dentro l’America, un Paese, molte verità.
- Grande Italia
- 4 lug
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Aggiornamento: 5 ago

Di Jaime Manca Graziadei
L’AMERICA è un paese giovane: 1776-1789.
Prima, oltre ai nativi, i quali non erano, tra l’altro, tra di loro dei santarelli (gli umani non lo sono mai), c’erano le colonie, quella britannica al nord-est e quella francese dal centro-sud fino al Canada (ancora oggi in Louisiana, da Luigi XIV, molti portano cognomi francesi e pure in Canada).
Nel tempo arrivarono altri europei, oltre agli inglesi, tedeschi e scandinavi in gran numero, e gli schiavi importati prima dai Caraibi (dai francesi) poi direttamente dall’Africa e solo molto dopo nacque l'esperimento di "libertà" che portò all'indipendenza ed alla nascita degli Stati Uniti e quindi degli "americani".
L’enormità del Continente, vasto oltre ogni immaginazione (la sola California è un quarto più grande dell'Italia), spinse all’esplorazione: la Mason Dixon Line, i carri, i cowboy, i Pellerossa, niente strade, niente mappe, le malattie, niente civilizzazione, niente sistema. Una vita dura per gente dura, che e’ poi alla base delle tradizioni religiose e delle armi e della caccia. Ognuno era per conto suo e quindi responsabile del suo destino in prima persona per difendere i suoi cari e la sua comunità anche dai banditi bianchi, oltre che dai Pellerossa (i “cattivi” sono ovunque ed in tutte le etnie).
Poi venne la guerra Sud-Nord, che durò quattro anni (1861-1865) e piano piano la struttura ebbe le basi e si sviluppò, ma sempre con enormi difficoltà date le distanze, che diminuirono con la ferrovia arrivata solo nel 1830 e poi sviluppata.
E poi nel tempo gli influssi degli irlandesi, italiani, asiatici.
L'istinto dell’esploratore ed il fatto che cominciavano da una pagina bianca fece si’ che, con le enormi risorse disponibili, il Paese fece passi da gigante ed in molte cose sorpasso’ l’Europa di gran lunga, attirando molte menti (Einstein, Marconi, Fermi, Tesla..) che trovarono i fondi per sviluppare le loro idee ed i loro sogni e grazie a questo tutto si sviluppo’ a velocita’ supersonica.
Poi l’industrializzazione dall’inizio del ’900, le catene di montaggio, la prima guerra mondiale e poi negli anni venti si ebbe l’impennata di irlandesi, italiani sulla costa est ed asiatici sulla costa ovest.
La diga di Hoover fu costruita da asiatici ed italiani e molti ci rimasero a lavorare. La strada che porta lungo il fiume Columbia a Portland fu costruita da operai veneti e c'è una stele che lo ricorda ed il “muretto” che le corre lungo è infatti lo stesso che c'è tra Pieve di Cadore e Cortina.
L’abolizione della schiavitù, battaglie per il voto della donna (allo stesso tempo che in Europa), per i diritti civili e per gli operai.
Poi la Mafia e tutta la criminalità organizzata. Las Vegas fu’ creata da costoro anche con i soldi dei sindacati dell’epoca, feudo della Mafia e di Jimmy Hoffa, il potente capo dei sindacati dei trasportatori, che sparì e non fu' mai trovato.
E poi la seconda guerra mondiale, che diede un'altra grande spinta all'industriale ed ai progressi della meccanica attraverso gli sviluppi militari e poi infine Martin Luther King e l’abolizione della segregazione razziale.
Dagli anni '50 in poi, l’arrivo della TV, dei cellulari, dei computer e di Internet è stato un altro cambiamento epocale che ha trascinato il resto del mondo.
Rimasero e rimangono le differenze dovute ai secoli in cui l’Europa ha sviluppato la sua civiltà lungo strade differenti e che, seppur portando nella stessa generica direzione, si sono sviluppate spesso in maniera opposta.
Nel 1986 io fui inviato (Gran Prix) ad Indianapolis per la 500 miglia. All’arrivo trovai la troupe locale prenotata per le riprese. Estremamente gentili e simpatici dopo cena mi portarono a fare un giro per la citta’, dove non ero mai stato, e mi illustrarono la storia ed i monumenti. Ad un certo punto uno di loro guardò il suo collega e gli disse: “Ma guarda che lui viene da Roma, dove hanno il Colosseo, che è lì da duemila anni, cosa vuoi che lo impressioni il nostro Municipio costruito 150 anni fa?”
Ci sono ancora queste differenze enormi, ma non nelle cosmopolite New York, Los Angeles e San Francisco con i loro Sindaci ed Amministazioni progressiste, ma a Boisie Idaho, a Cheyenne Wyoming, a Milwaukee Wisconsin (patria del formaggio e dove ci sono moltissimi discendenti tedeschi e dove le salsicce sono infatti buonissime) e soprattutto la disarmante affabilita' e gentilezza della gente locale. Differenze abissali, inimmaginabili per chi non ci sia mai stato e che oggi abita a Roma, a Firenze, a Parigi, a Londra. Una volta dei semplici conoscenti, in Ohio, insistettero per ospitarmi e solo dopo cena scoprii, vergognandomi come un ladro, che avevano spedito il figlio a dormire da un amico per darmi la sua stanza. E’ l’America sterminata delle praterie, del Texas, del Wyoming, dell'Iowa (dove Barilla ha la sua fabbrica) con i bisonti, le mucche, il grano, il petrolio, le miniere, i treni lunghi chilometri (non scherzo, chilometri) ma solo per il trasporto commerciale: date le distanze tutti si muovono con gli aerei (chi andrebbe in treno da Roma a Londra o a Helsinki?).
L'America che Obama descrisse con arroganza di quelli che "si attaccano alle armi ed alla religione" e la Clinton “dei deplorables”, nascondendo che è nella morale insegnata dalla religione in cui davvero credono (e ci credo anche io che non sono affatto religioso) e che è opposta a "quella" ideologia: le ideologie debbono infatti sempre eliminare le "concorrenti" altrimenti non possono vincere.
Zone vastissime, popolate da milioni di persone, dove la densità è di 6/11 persone al km² rispetto al New Jersey, con 1.200 persone al km², zone dove c'è la religione, quindi, ed il fucile appeso nella cabina del pick-up truck o appoggiato sul bancone del negozio (visto io: carico).
Dove esistono anche le numerose riserve indiane: chi è mai stato in una riserva indiana oggi? Andateci, è illuminante. Forse un vago paragone, ma molto in piccolo, sono i nostri montanari ed i contadini del Sud e delle Isole.
Questa e’ l’America dell’Inno, di tutti in piedi con la mano sul petto per una sola bandiera e della Messa la domenica con il vestito buono. L'America di quelli che non hai mai visto prima e quando li incontri nel parcheggio ti dicono buongiorno con un sorriso; di gente che lavora e che insegna ai figli la morale, a lavorare ed a mettere su' il banchetto di limonate davanti a casa.
E' l’America di America First che ha votato quasi in blocco per Donald Trump: provate a venire a Mooresville in Nord Carolina e dire che siete "liberal" e vedete come vi guardano, mentre nelle grandi metropoli delle due coste regnano i progressisti che non nascondono nemmeno piu' la loro spocchiosa arroganza (ci sono anche in Italia, basta andare a Capalbio), i fighettini che vanno nelle palestre, si depilano, bevono il “latte di soia macchiato” da Starbucks e guidano una Prius (o oggi una Tesla delle poche che producono).
Per chi non l'ha vista e non la conosce, è impossibile comprendere e capire e quindi "commentare" con le inevitabili idiozie, perché da anni vi raccontano solo di quell'altra.




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