Senza futuro, nel 2070 gli europei in Francia saranno una minoranza.
Di Davide Festa
Questa situazione mi fa riflettere soprattutto su quale società vogliamo costruire per il futuro. La Francia, come gran parte dell'Europa, sta affrontando denatalità e invecchiamento: secondo le proiezioni dell'INSEE, nel 2070 la popolazione sarebbe più anziana e, nello scenario centrale, anche meno numerosa di oggi. Ma sono proiezioni basate su determinate ipotesi, non un destino già scritto. L'immigrazione può certamente contribuire all'economia e alla società quando chi arriva lavora, produce, si integra e partecipa alla comunità. Allo stesso tempo, è legittimo chiedersi quale sia il limite di un modello fondato sul welfare e sulla dipendenza dall'assistenza pubblica: l'obiettivo dovrebbe essere mettere le persone nelle condizioni di mantenersi attraverso il proprio lavoro e la propria iniziativa, non trasformarle in dipendenti permanenti dello Stato. Naturalmente senza generalizzare: non tutti gli immigrati vivono di assistenza. Ma c'è anche un'altra questione che trovo ancora più importante: la natalità. Non basta creare condizioni economiche e sociali; bisogna restituire alle persone la fiducia nel futuro. Oggi quasi sembra diventato rivoluzionario voler semplicemente costruire una famiglia, sposarsi e avere dei figli. In una società libera dovrebbe essere esattamente il contrario: ognuno deve essere libero di scegliere la propria vita, ma chi desidera una famiglia dovrebbe poterla costruire senza essere soffocato dall'incertezza economica, dalla burocrazia o da un continuo messaggio di catastrofismo. Se continuiamo a raccontare alle nuove generazioni che il futuro sarà inevitabilmente segnato da guerre, crisi e catastrofi climatiche, non dovremmo sorprenderci se molti giovani rimandano indefinitamente il matrimonio e i figli. Un approccio più pragmatico dovrebbe invece dire: il futuro non è garantito, ma è nelle nostre mani. Lavoriamo, innoviamo, assumiamoci responsabilità e costruiamolo. Alla fine, la vera sfida demografica è questa: meno dipendenza dallo Stato, più responsabilità personale, più libertà di costruire la propria vita e una società capace di guardare al futuro con un po' più di fiducia.




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