Iran, la voce degli iraniani costretti all'esilio: «Il regime è più vulnerabile che forte»
- Grande Italia
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Aggiornamento: 1 ora fa

Di Davide Filippi
Iran. Se ne parla spesso: delle tensioni con Israele, della guerra, del programma nucleare, delle sanzioni e della Repubblica islamica. Ma quante volte ci fermiamo ad ascoltare la voce degli iraniani? Con la ripresa dei combattimenti, abbiamo voluto dare spazio a chi vive questa crisi sulla propria pelle. Nika , una giovane iraniana residente in Italia, racconta il punto di vista di chi continua a guardare con apprensione al futuro del proprio Paese e a mantenere un legame con chi è rimasto in Iran.
«Secondo me il regime iraniano è più vulnerabile che forte. Anche se mantiene il controllo attraverso la repressione e le forze di sicurezza, ha perso molta fiducia da parte della popolazione a causa delle difficoltà economiche, delle restrizioni e del crescente malcontento sociale. I combattimenti hanno mostrato anche le sue fragilità».
Sul clima che si respira oggi in Iran, Nika spiega:
«Il sentimento della popolazione iraniana oggi è un misto di rabbia, stanchezza e preoccupazione. Molte persone sono insoddisfatte, soprattutto dopo il massacro di gennaio 2026 e per le difficoltà economiche, le pressioni sociali e la situazione politica. Allo stesso tempo, però, hanno paura che tutto questo sforzo da parte di Israele e degli Stati Uniti non porti a un cambiamento del regime. Chi è rimasto nel Paese ci racconta soprattutto di desiderare una vita normale, sicurezza e un futuro migliore».
La giovane iraniana racconta anche il rapporto difficile tra la popolazione e le autorità:
«Il regime continua a mantenere il potere attraverso il controllo e la repressione, ma questo non significa che abbia ancora il consenso della maggioranza della popolazione. Molti iraniani, soprattutto tra i giovani, sentono di vivere in un sistema che non rappresenta più le loro aspirazioni e i loro desideri».
L'appello all'Italia e all'Europa è altrettanto chiaro:
«Chiediamo all’Italia e all’Europa di non contribuire alla sopravvivenza di questo regime. Dovrebbero mettere al centro i diritti del popolo iraniano, non gli interessi politici o economici con il governo iraniano. Serve una maggiore pressione sul regime e un sostegno a chi chiede libertà e cambiamento in modo pacifico».
Infine, un messaggio dedicato alla condizione femminile:
«Spesso il mondo esterno non comprende quanto sia difficile, per molte donne iraniane, vivere ogni giorno con limitazioni imposte alle proprie scelte e alla propria libertà. Ma non vede nemmeno abbastanza la nostra forza: le donne iraniane non sono solo vittime, sono persone coraggiose che da anni resistono, studiano, lavorano e lottano per avere gli stessi diritti e la stessa dignità di ogni altra donna».



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