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In ricordo di Silvio Berlusconi

  • Immagine del redattore: Grande Italia
    Grande Italia
  • 12 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

Di Daniele Reggio


Tre anni fa, abbandonava la vita terrena Silvio Berlusconi


Per i ragazzi della nostra generazione, la fine dell’epopea berlusconiana ha rappresentato uno spartiacque significativo


Silvio, com’era affettuosamente chiamato dai suoi milioni di sostenitori, aveva forgiato l’illuminata avventura televisiva e imprenditoriale su una frase apparentemente banale ma dalla profondità unica: “bisogna entrare nelle case degli italiani”



E sulla base di questo precetto, non aveva solamente indirizzato i suoi più stretti e fidati collaboratori all’inizio degli anni ‘80 ma aveva anche avviato quella stagione politica senza la quale, molto probabilmente, la destra non sarebbe mai assurta a posizioni di prestigio e governo come quelle ricoperte oggi



Al presidente Berlusconi è doveroso attribuire il merito d’esser stato l’ultimo statista italiano del Novecento in grado di render l’Italia il cuore propulsivo dell’Europa occidentale, capace di scrivere l’inizio del nuovo corso della geopolitica europea ormai tristemente tramontato



Nuovo corso che ha avuto come fulcro gli Accordi di Pratica di Mare del maggio 2002 quando, in una sino a quel momento sconosciuta frazione del comune di Pomezia, a pochi chilometri dalla Capitale, i giganti del Pianeta di quel mondo multipolare nel quale, la potenza atlantista e l’Orso russo, ancora si stringevano la mano nelle persone dei loro rispettivi massimi rappresentanti, intraprendevano un cammino comune ahimè non destinato a perdurare a lungo e poggiato su valori inscalfibili nella cornice di un’intesa storica suggellata proprio dalle capacità diplomatiche uniche nel suo genere e dalla maestria nella gestione delle relazioni umani che Berlusconi ha sempre fatto valere in ogni contesto -internazionale e non- in cui fosse protagonista



Talenti che- unitamente a molti altri- hanno sempre consentito al Cavaliere di primeggiare in ogni ambito: dall’edilizia al mondo calcistico, dalla politica all’editoria



Silvio Berlusconi ha regalato a milioni di italiani laici, cattolici, liberali, conservatori e federalisti una casa politica e valoriale in cui si potessero riconoscere e potessero rifugiarsi dopo il crollo vertiginoso avvenuto a colpi di avvisi di garanzia, condanne ed esposizioni al pubblico ludibrio della Prima Repubblica



Proprio sulle macerie di quel periodo storico a tratti affascinante, a tratti portatore di problematiche endemiche, Silvio Berlusconi- coadiuvato da figure che hanno, nonostante gli abbandoni, i tradimenti e le defezioni, lasciato indubbiamente un impronta nel terreno politico a cavallo tra XX e XXI secolo- ha scongiurato la presa del potere degli eredi della tradizione comunista che, con quella storia macchiata di sangue, odio e violenza, non aveva e non ha ancora fatto i conti



Per i detrattori, Silvio Berlusconi, ha incarnato poteri occulti e criminali, per i suoi estimatori, è stato l’interprete del sogno italiano



Per molti, la sua figura è sempre stata accompagnata da un’aurea di invincibilità



Quel che è imprescindibile è che, senza la sua presenza, la storia italiana degli ultimi cinquant’anni, non sarebbe stata la stessa

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