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Tolleranza zero. Meloni schiera l'esercito in strada.

Immagine del redattore: Grande Italia
Grande Italia
2 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min
Il nuovo decreto sicurezza, implementa il presidio di Milano da parte di 500 militari.

Di Erika Di Simone

Mentre in diverse città italiane esplodono tensioni e proteste di natura diversa, emerge una questione fondamentale: la sicurezza dei cittadini e il rispetto. A Milano, dopo gli episodi di violenza, il governo Meloni annuncia il rafforzamento della presenza dell’esercito con 500 militari in strada.Al Nord, le violenze non possono passare come semplice disagio giovanile. Al Sud, le proteste di chi lavora e denuncia costi ormai insostenibili richiedono ascolto e risposte concrete. Non è possibile giustificare la violenza che dei poveri commercianti e negozianti hanno subito per mano di ragazzi ribelli e indisciplinati definiti maranza. Uno Stato forte deve saper ascoltare chi ha ragioni legittime per protestare e intervenire con fermezza quando vengono superati i limiti della legalità. Si tratta di un diritto dei cittadini e di un dovere delle istituzioni. Queste proteste, ammesso e non concesso che possano avere delle legittime ragioni quali “caro vita o caro benzina” (per citare esempi), non sono ammissibili nel modus operandi in cui si sono svolte a Milano. Hanno danneggiato persone che hanno altrettante difficoltà e si sono ritrovate a pagare i danni subiti nella loro attività nonostante le difficoltà che già soffrono. La sicurezza non si negozia. Il rispetto delle regole non è facoltativo. Tuttavia, come recita l’articolo 5 della nostra Costituzione, «L’Italia è una e indivisibile», un principio fondamentale che l’attuale contesto economico e sociale rischia di mettere in crisi nei fatti. L’Unità di un paese, di una classe dirigente valida, si misura anche dalla capacità di cercare di azzerare e curare le disuguaglianze territoriali, un problema forse lasciato alle spalle da troppo tempo dalle istituzioni. Quali potrebbero essere le soluzioni merito? Resta un quesito importante: È giusto che il governo rafforzi al nord il corpo militare, curando le conseguenze di un disagio sociale giovanile; ma come possiamo fare per prevenire tutto ciò e lavorare sulle cause? Un altro interrogativo importante: lavorare dalla radice comporta evitare possibili disagi che sfociano in violenza e, di conseguenza, avere generazioni più produttive e disciplinate.

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