Quando Mattarella, voleva limitare il numero degli stranieri in classe.

Di Daniele Reggio
Durante Fenix, la festa nazionale della giovanile di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha proposto la trasformazione in obbligo di legge del vincolo del tetto massimo fissato al 30% di studenti stranieri per classe
Veicolata la notizia dagli organi di stampa con una consueta dose di demagogia, le opposizioni hanno levato gli scudi parlando di “razzismo” e “mancanza di inclusività” da parte dell’Esecutivo
In particolare, il sempre presente in polemiche così sterili e sconclusionate Partito Democratico ha brandito- sui suoi canali social- una dichiarazione del Presidente della Repubblica Mattarella che ha richiamato le parti all’attenzione e al rispetto del diritto allo studio scolpito nell’articolo 34 della Costituzione
È di tutta evidenza che, gli amministratori delle pagine ufficiali del primo partito d’opposizione e i suoi vertici, non conoscano la storia in quanto è stato proprio Sergio Mattarella, tramite la circolare 205 del 1990, in qualità di Ministro della Pubblica Istruzione ad affermare il seguente concetto:
“L'assegnazione alle classi è effettuata, ove possibile,
raggruppando alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di cinque per ogni classe.
Al riguardo sembra opportuno ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani".
Avete capito bene
Giorgia Meloni ha agito- oltre che nel perimetro del buonsenso e del pragmatismo- nel solco di quanto voluto (trentasei anni or sono) dalla persona, le cui dichiarazioni attuali, il “campo santo dell’opposizione”, sta utilizzando spudoratamente contro di lei
Scavalcando il muro dell’ideologia, c’accorgeremo che, la scelta governativa, va nella direzione di assicurare la piena integrazione a livello linguistico di studentesse e studenti i quali o non sono nati e cresciuti in Italia o provengono da famiglie che non hanno assimilato alla perfezione la nostra lingua
Spesso e volentieri, specialmente nelle zone più periferiche delle nostre città, si formano classi in cui, ad esser minoranza, sono bambini nati in Italia da nuclei familiari italiani
Tutto questo- che ha del paradossale- dà origine a situazioni disagevoli per i bambini stessi e per i docenti
I primi, stando prevalentemente a contatto con loro coetanei che non hanno le conoscenze linguistiche basilari richieste, non saranno esortati a migliorare il loro livello di apprendimento e conoscenza
I secondi saranno inevitabilmente costretti a rallentare l’esecuzione dei programmi ministeriali per via di una platea di alunni (non per colpa loro, s’intende) priva dei prerequisiti necessari per proseguire nel percorso scolastico in modo ordinato e razionale
Quella di render vincolante la circolare del 2010 relativa all’obbligo di una presenza straniera nelle classi che non superi il 30% è una deliberazione di civiltà e chi lo nega agisce per meri tornaconti elettorali e non con lo scopo di risolvere la piaga della ghettizzazione scolastica




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