Flávio Bolsonaro ribalta i pronostici e manda Lula al ballottaggio.

Di Daniele Reggio
Flávio Bolsonaro- contro ogni aspettativa- ha ottenuto la vittoria al primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane con il 47,14% dei consensi a fronte di un avversario- il presidente in carica Lula da Silva- inchiodato al 45
L’anziano Capo di Stato socialista e non nuovo alle cronache giudiziarie è apparso debole e per nulla in grado di fungere da collante di un’alleanza dilaniata e raccogliticcia, ritenuta la favorita da quasi tutte le rilevazioni sondaggistiche pre-elettorali
Troviamo che sia persino superfluo, tratteggiare un profilo del candidato dell’estrema sinistra e delle sue politiche che hanno permeato la scena sudamericana nel corso degli ultimi trent’anni
Presenza asfissiante dello Stato nell’economia, libertà personali ridotte ai minimi, denaro dei contribuenti utilizzato per elargire sussidi e favori in chiave elettorale, corruzione endemica quasi millantata come un “vanto del sistema” e posizionamento in ambito geopolitico completamente prostrato alle dittature socialiste che ancora impazzano sulla scena
Dall’altra parte, assistiamo al trionfo dei valori tradizionali che mai dovranno essere sconfessati, alla supremazia del mercato, alla concezione dello “Stato minimo”, al merito nella selezione della classe dirigente e alla libertà assurta a modello in ogni settore della vita privata e pubblica
Il ballottaggio del 25 ottobre segnerà una data storica tra il proseguimento di un’impostazione dirigista e fallimentare e l’alba di un nuovo Brasile civile, rispettato e vicino all’Occidente
Ad ogni modo, evviva la Destra brasiliana, evviva Flavio Bolsonaro Presidente!




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