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Cristoforo Colombo, l'uomo che sfidò l'ignoto e cambiò il mondo

Immagine del redattore: Grande Italia
Grande Italia
12 ott
Tempo di lettura: 3 min
Cristoforo Colombo, navigatore genovese protagonista della traversata atlantica del 1492. La sua spedizione aprì una nuova fase nella storia delle esplorazioni europee.
Cristoforo Colombo, navigatore genovese protagonista della traversata atlantica del 1492. La sua spedizione aprì una nuova fase nella storia delle esplorazioni europee.

Di Giovanni Graziani

Cristoforo Colombo nacque a Genova nel 1451. Fin da giovane intraprese la carriera marinara, navigando nel Mediterraneo e lungo le rotte commerciali dirette verso le Fiandre. Trasferitosi a Lisbona, iniziò a elaborare un progetto ambizioso: raggiungere le Indie navigando verso occidente attraverso l'Oceano Atlantico, anziché seguire le rotte tradizionali verso sud e poi verso est. Nella formazione delle sue convinzioni potrebbe aver avuto un ruolo importante un carteggio con il geografo fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli, il quale aveva sostenuto la possibilità di raggiungere l'Asia navigando verso ponente. A questa concezione si collega la formula “buscar el levante por el ponente”, ossia «raggiungere l'Oriente attraverso l'Occidente», che riassume efficacemente il principio alla base del progetto colombiano.

Questa proposta fu presentata al sovrano portoghese, sperando di ottenere le risorse necessarie per organizzare la spedizione. Il progetto, tuttavia, non venne accolto: il Portogallo, in effetti, era già impegnato nello sviluppo delle rotte atlantiche lungo la costa africana e perseguiva una strategia di espansione marittima che avrebbe consentito di raggiungere l'Oceano Indiano circumnavigando l'Africa.


Il navigatore allora si rivolse alla monarchia spagnola, cercando il sostegno dei sovrani Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia. Dopo una lunga fase di trattative, la spedizione venne acconsentita: furono sottoscritte le Capitolazioni di Santa Fe, un accordo fondamentale per la futura impresa. In cambio del suo contributo alla spedizione, a Colombo venivano riconosciuti importanti privilegi e titoli: ammiraglio del Mare Oceano, viceré e governatore delle terre che avrebbe scoperto e conquistato.

Il 3 agosto 1492 Colombo partì dal porto di Palos con tre caravelle, delle imbarcazioni più agili per effettuare dei viaggi oceanici: la Niña, la Pinta e la Santa María. Dopo una sosta alle isole Canarie, necessaria per preparare le navi alla traversata oceanica, la spedizione riprese la navigazione verso occidente. Il viaggio fu caratterizzato da molte difficoltà, ma il 12 ottobre 1492 la spedizione raggiunse un'isola delle Bahamas, identificata con San Salvador, battezzata così dallo stesso Colombo. L'approdo rappresentò un momento decisivo nella storia delle esplorazioni europee, poiché inaugurò una fase di contatti continuativi tra l'Europa e il continente americano, sebbene Colombo fosse convinto di essere giunto nelle regioni orientali dell'Asia. Il navigatore continuò ad esplorare la regione, raggiungendo Cuba e successivamente Hispaniola. Le terre incontrate vennero interpretate alla luce delle conoscenze geografiche del tempo e dei racconti di viaggio, in particolare quelli di Marco Polo. Colombo riteneva infatti di essersi avvicinato al Giappone, conosciuto nelle fonti medievali con il nome di Cipango, e agli altri territori asiatici descritti dal viaggiatore veneziano.


Con il naufragio della Santa María presso Hispaniola, non disponendo più di tutte le imbarcazioni iniziali, Colombo lasciò sull'isola alcuni dei suoi uomini superstiti, che diedero vita all'insediamento di La Navidad. Il piccolo villaggio rappresentava il primo tentativo di stabilire una presenza spagnola permanente nei territori raggiunti durante il viaggio, ma non ebbe vita facile.

Nel 1493 Colombo fece ritorno in Spagna, portando con sé notizie delle terre incontrate e alimentando l'interesse della monarchia per nuove spedizioni, che furono effettuate da Colombo stesso nel decennio successivo. Tuttavia, il primo a rendersi conto che si trattasse di “un mondo nuovo” fu Amerigo Vespucci all’inizio del XVI secolo. Fu per questo motivo che il geografo tedesco Waldseemuller chiamò quelle nuove terre “America”, in suo onore.

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